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Ieri tessuti, ora arte, vino e relax

Un ricercato equilibrio tra elementi della tradizione e dettagli contemporanei, un intervento complesso che non dimentica ciò che è stato ma consente un impiego ottimale del manufatto edilizio trasformandone la destinazione d’uso. Lo studio Arcoquattro ha completato il progetto di recupero di un ex filanda nel cuore della Val Cavallina, a Trescore Balneario vicino a Bergamo, per dare vita a una residenza privata immersa nel verde.

All’interno di un ampio complesso destinato originariamente all’opificio, i progettisti si sono concentrati su un manufatto edilizio a pianta rettangolare, costruito tra il 1866 e il 1879 e collocato proprio al centro di una corte molto ampia, che versava in condizioni di grave degrado come ricorda l’architetto Giulia Sciumé “Inizialmente la costruzione, disposta su un declivio,  era in uno stato di totale abbandono. Il recupero delle murature esterne e la valorizzazione delle aperture originarie è stato il punto di partenza di una grande opera di restauro e riqualificazione”.

La superficie interna è suddivisa su tre livelli per complessivi 350 mq, organizzati seguendo un concept distributivo di impronta tradizionale ma che rispetta, al contempo, l’esigenza dei proprietari, una famiglia di imprenditori locali, di disporre di uno spazio fluido e scenografico adatto ad ospitare la collezione di opere d’arte contemporanea ma anche di avere un ambiente per poter assecondare al meglio la passione per il vino.

Eleganza e attenzione ai dettagli e ai materiali d’eccellenza sono il filo conduttore di tutto il progetto, sia dal punto di vista degli elementi, sia per quanto riguarda gli arredi, selezionati nel panorama dei più noti brand del design internazionale. Il livello più basso della residenza ospita una cantina vini con un piccolo salotto per la degustazione e una zona wellness.

Il piano intermedio è riservato invece alle aree conviviali e si sviluppa intorno al soggiorno e alla sala da pranzo. Infine il piano superiore, che ospita gli ambienti riservati alla zona notte. La camera doppia con l’annesso locale guardaroba, un salottino relax e il bagno costituiscono la suite padronale, a cui si aggiungono le altre camere da letto ciascuna con bagno privato.

Uno dei fili conduttori dell’intera progettazione è stato l’utilizzo della boiserie in modo assolutamente versatile, sia come semplice rivestimento delle pareti sia come elemento contenitivo. L’obiettivo era creare un perfetto connubio tra il design contemporaneo e le atmosfere accoglienti di una volta.

Massima apertura sul giardino

Grande importanza nell’intervento di riqualificazione è stata dedicata al recupero e al ripristino delle aperture originali, sia per quanto riguarda la composizione dei prospetti, sia per permettere un corretto afflusso di luce naturale all’interno degli ambienti della casa. Proprio le grandi aperture esistenti permettono infatti la massima permeabilità tra interno ed esterno e consentono agli ambienti del piano terra di relazionarsi in continuità con il giardino terrazzato che circonda la villa. Finestre e porte finestre di diversa tipologia e dimensione hanno comportato un’attenta analisi dei sistemi da impiegare, sia dal punto di vista tecnico e funzionale, sia per quanto riguarda l’espressione formale dei profili e l’estetica complessiva delle facciate.

Nel recupero dell’Ex Filanda sono stati impiegati i serramenti della serie OS2 75 di Secco Sistemi in acciaio zincato verniciato, una serie caratterizzata dagli spessori minimi che integra alte prestazioni a una resa estetica assoluta, determinata dalla pulizia del disegno ma anche dall’impiego di materiali preziosi. Dall’acciaio zincato all’acciaio inox, con le straordinarie qualità di resistenza all’ossidazione e alla corrosione, dalla patina inconfondibile del corten alla ricchezza materica dell’ottone, utilizzato in questo progetto, o alla capacità di assumere i tratti cromatici del bronzo antico. Tutti proposti in un’ampia gamma di finiture e con una resa estetica di alto livello, tutti in grado di interpretare lo scorrere del tempo aggiungendo valore al progetto. Sono oltre 40 i profili che il sistema a taglio termico OS2 mette al servizio del progetto, molteplici le combinazioni con i quali esprimere la propria poetica progettuale sempre finalizzata alla ricerca della massima trasparenza e della purezza delle linee

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Gli ospiti del faro

Nell’antico borgo marinaro di Brucoli in provincia di Siracusa, proprio a ridosso del quattrocentesco Castello Aragonese della Regina Giovanna, un faro imponente domina la costa sin dal 1911 a rappresentare la porta d’accesso più meridionale d’Italia.

Azzurra Capital, titolare della concessione cinquantennale per l’utilizzo del Faro di Brucoli, ha promosso e sostenuto un attento intervento di restauro della struttura per trasformarla in lighthouse accommodation e accogliere gli ospiti provenienti da ogni parte del mondo. Il progetto è stato affidato a Itinera Studio Associato che ha interpretato al meglio il genius loci di questo splendido angolo di Sicilia che come tutta la Val di Noto l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità.

La riconversione del complesso in chiave turistico-culturale ha previsto un’importante attività di ricerca filologica sul manufatto edilizio, condotta in modo approfondito per evidenziare le numerose superfetazioni e le manomissioni dell’impianto originario. Particolare attenzione è stata dedicata al consolidamento della struttura muraria mediante l’utilizzo di rete in fibra di vetro e di intonaco strutturale a base di calce, ma anche all’utilizzo di materiali e tecnologie biocompatibili in linea con lo spirito del restauro. Inoltre è stato applicato un intonaco deumidificante a microcelle di ultima generazione che ha permesso di migliorare il benessere dei fruitori e la temperatura interna di 3 gradi centigradi.  Per la realizzazione dei percorsi esterni sono stati riutilizzati i conci in pietra rinvenuti nelle aree adiacenti mentre per gli interni è stata scelta una pavimentazione in pietra di Modica.

Oggi, a conclusione del progetto, il faro ospita al piano terra la zona cottura-pranzo e zona living, oltre ad un bagno, mentre al primo piano vi sono tre camere da letto con bagno. La scala, con accesso esterno, conduce all’ampia terrazza panoramica, cuore pulsante della struttura, dominata dalla lanterna ancora funzionante che illumina lo splendido tratto di mare e indica la strada di accesso al porto canale.

Linguaggio, comfort e prestazioni

Una trasformazione pienamente rispettosa del paesaggio e dell’ambiente che ha voluto recuperare l’essenza della struttura, eliminando le parti non originali e restituendo un’immagine e una funzionalità ottimale all’involucro.
In particolare, le aperture che in origine erano sormontate da archi a tutto sesto, successivamente sono state notevolmente ridotte concludendole con un arco ribassato. Alcune porte-finestre erano negli anni diventate finestre e in una parete cieca era stata operata un’apertura.

La scelta degli infissi esterni in ottone non trattato di Secco Sistemi restituisce al manufatto la chiave di lettura modernista che è il linguaggio con il quale si è operato nel progetto di restauro. Il sistema OS2 selezionato dai progettisti è una soluzione che associa alle valenze formali, performance di livello assoluto. Gli spessori minimi dei profili inoltre permettono il massimo apporto di luce naturale in tutti gli ambienti del faro. La serie integra alte prestazioni a una resa estetica assoluta, determinata dalla pulizia del disegno ma anche dall’impiego di materiali preziosi. Dall’acciaio zincato all’acciaio inox, con le straordinarie qualità di resistenza all’ossidazione e alla corrosione, dalla patina inconfondibile del corten alla ricchezza materica dell’ottone, utilizzato in questo progetto, o alla capacità di assumere i tratti cromatici del bronzo antico. Tutti proposti in un’ampia gamma di finiture e con una resa estetica di alto livello, tutti in grado di interpretare lo scorrere del tempo aggiungendo valore al progetto.

Sono oltre 40 i profili che il sistema a taglio termico OS2 mette al servizio del progetto, molteplici le combinazioni con i quali esprimere la propria poetica progettuale sempre finalizzata alla ricerca della massima trasparenza e della purezza delle linee. Un sistema integrato e versatile con il quale disegnare un serramento che mantiene le proprie prestazioni inalterate nel tempo anche in contesti difficili e aggressivi.

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A difesa del territorio

Il primo si trova in provincia di Reggio Calabria e precisamente a Roccella Jonica, incastonato su una roccia a picco sul mare dalla quale poter svolgere al meglio la propria funzione di difesa; il secondo, sempre nella stessa regione, a Cosenza, è collocato anch’esso sulla sommità di un colle, e ancora oggi domina l’abitato, proteggendolo con la propria rassicurante presenza. Com’è facile intuire, il tratto comune tra il Castello Carafa e il Castello Svevo sta proprio nella collocazione in una posizione predominante, dalla quale potersi difendere al meglio e controllare tutto il territorio.

Oggi il castello di Roccella Jonica, dopo numerosi interventi che hanno accompagnato il corso dei secoli, presenta una pianta quadrangolare con un piccolo cortile quadrato e si sviluppa su tre piani collegati da un’ampia scala a due rampe a sinistra dell’ingresso, e da una più piccola a chiocciola. In realtà, l’aspetto attuale del castello risale al XVIII secolo, quando i Carafa, feudatari di Roccella dal 1480 al 1806, lo ristrutturarono trasformandolo in residenza signorile. Del borgo-castello fanno parte, oltre ovviamente al castello, un cortile delimitato dalla chiesa e dal castello, una grande torre circolare di origine medioevale, un gruppo di case antiche, un recinto murario. Una città nella città insomma costantemente bisognosa di cure e attenzioni. L’elemento che caratterizza il castello dal punto di vista stilistico è un balcone che si affaccia sul lato ovest sorretto da mensole con maschere antropomorfiche di stile barocco e concluso in alto con due elementi che richiamano la forma di due ali.

A Cosenza sorge invece il forte Normanno cosiddetto perché a partire dal XII secolo Ruggiero II ingrandì il castello, edificato nel 1000 circa, dandogli i caratteri delle coeve costruzioni. Solo con l’arrivo di Federico II di Svevia nel XIII secolo, il Castello ritornò al suo splendore, assumendo importante funzione difensiva. Furono gli stessi Svevi ad ampliare la rocca trasformandola per assumere l’impostazione tipica dei castelli federiciani definita da un impianto rettangolare, torri angolari, camminamenti di ronda merlati, sale voltate. Nell’ultimo secolo la struttura, ridotta a rudere da numerosi terremoti, ha cessato qualsiasi funzione. Dopo il sisma del 1870 il Castello fu acquistato dal Comune ma rimase per lungo tempo in stato di degrado e abbandono e solo gli ultimi restauri, iniziati nel 2008, hanno permesso di restituire alla città questo importante simbolo.

Due beni simili insomma, sui quali sono stati sviluppati progetti organici di recupero, che non potevano prescindere dalla sostituzione dei serramenti, con il duplice intento di preservare il disegno originale delle facciate e la scansione delle aperture e migliorare le prestazioni dell’involucro grazie a materiali e sistemi più performanti.

Al servizio della storia

Due interventi complessi per la tipologia dei beni da ristrutturare, due progetti di recupero necessari per restituire nuova vita a questi sistemi di fortificazione che assolta la loro funzione primaria sono oggi importanti strumenti di conoscenza e promozione del territorio.

A Roccella Jonica, per garantire il rispetto dei caratteri dell’edificio e quindi anche delle sue aperture, l’Arch. De Paola ha scelto i serramenti OS2 65 in acciaio zincato di Secco Sistemi, una soluzione che associa alle valenze formali, performance di livello assoluto. Una serie che mixa  spessori minimi, alte prestazioni e una resa estetica assoluta, determinata dalla pulizia del disegno ma anche dall’impiego di materiali preziosi. Dall’acciaio zincato all’acciaio inox, con le straordinarie qualità di resistenza all’ossidazione e alla corrosione, dalla patina inconfondibile del corten alla ricchezza materica dell’ottone, utilizzato in questo progetto, o alla capacità di assumere i tratti cromatici del bronzo antico. Tutti proposti in un’ampia gamma di finiture e con una resa estetica di alto livello, tutti in grado di interpretare lo scorrere del tempo aggiungendo valore al progetto. Sono oltre 40 i profili che il sistema a taglio termico OS2 mette al servizio del progetto, molteplici le combinazioni con i quali esprimere la propria poetica progettuale sempre finalizzata alla ricerca della massima trasparenza e della purezza delle linee.

A Cosenza invece, nel Castello Svevo, l’Arch. Dezzi Bardeschi ha optato per i sistemi SA 15 di Secco Sistemi realizzati in acciaio zincato verniciato e costituiti da profili tubolari con spessore delle lamiere 1,5mm, profondità 55mm per vetri fino 40mm, caratterizzati dalla complanarità esterna e interna tra anta e telaio.

SA 15 è un sistema integrato di accessori, guarnizioni e profilati non isolati termicamente aventi, che consente di realizzare un un’ampia gamma di finestre, rettangolari, sagomate o curve e di installare vetri isolanti fino a 48 mm di spessore. Perfetto per qualsiasi tipologia di edificio, il sistema SA 15 s’inserisce al meglio in contesti nei quali al serramento siano richieste particolari caratteristiche di robustezza e sicurezza, anche per superfici di grandi dimensioni.

Lo spessore della lamiera di acciaio zincato garantisce infatti solidità e resistenza all’effrazione, grazie anche al sistema di assiemaggio mediante saldatura, che permette di costruire serramenti monolitici ad altissima resistenza.

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Ritorna la luce sul monastero

I danni provocati dal sisma del 2012 ne avevano minato la struttura e deteriorato l’immagine, il tempo aveva già fatto il resto nonostante i numerosi interventi di manutenzione e ampliamento compiuti nel tempo. Come quelli seicenteschi che si sono susseguiti senza però alterare l’impianto complessivo e la suddivisione funzionale degli spazi, rimasta sostanzialmente immutata. Ma solo ora, dopo un attento e complesso progetto di restauro sviluppato dallo Studio Area Associati il Monastero di Santa Chiara di Carpi può tornare a splendere.

Fondato nel 1490 da Camilla Pio, cugina di Alberto III Pio, giunta tardi alla determinazione di farsi monaca e morta poco dopo, il monastero ospita tutt’ora il convento delle Clarisse. Proprio la relazione delle suore con la comunità e le numerose attività messe in atto sul territorio a conferma dell’importanza del monastero hanno favorito il progetto di recupero che ha preso avvio nell’aprile del 2016. Nel dettaglio l’intervento ha previsto il consolidamento della struttura, la ricostruzione di pareti e volte e la sostituzione del tavolato ligneo del sottotetto. Tutti gli interventi sono altresì finalizzati al miglioramento delle caratteristiche antisismiche della struttura. Sono state anche rinforzate le capriate di copertura e restaurate le superfici interne, intonaci, pavimenti e gli arredi sacri con la realizzazione di nuovi impianti nel rispetto delle normative vigenti e la posa di nuovi serramenti.  

In particolare, gli infissi metallici del chiostro interno al primo piano erano stati realizzati alla fine degli anni Sessanta e il loro stato di conservazione era pessimo con prestazioni nettamente insufficiente sotto diversi punti di vista. Le ridotte dimensioni dei profili non riescono a garantire una sufficiente rigidezza per una adeguata tenuta all’aria, all’acqua e al vento, come è testimoniato dai segni di sgocciolatura di acqua meteorica infiltrata al disotto della soglia delle aperture di tutti i lati del chiostro. Inoltre i vetri resinati esistenti limitavano considerevolmente l’apporto di luce naturale nel corridoio. Dal punto di vista compositivo il ritmo delle aperture definisce l’immagine del chiostro, mentre la posizione delle finestre, sul filo interno delle colonne consente di non ostruire la perfetta lettura del prospetto e la scansione degli elementi verticali dall’inedito colore rossastro.

Più prestazioni, stessa immagine

Dopo un’analisi accurata dello stato di conservazione degli infissi si è deciso per la sostituzione, con i profili in acciaio zincato verniciato a polveri OS2 65 di Secco Sistemi. Una soluzione perfetta per questo progetto, perché in grado di riproporre l’immagine esatta dei serramenti originali contenendo gli spessori e assicurando performance elevate.

OS2 65 è un sistema integrato di profili, accessori e guarnizioni a taglio termico con profili aventi sezione in vista pari a 47 mm (nodo laterale) e 62 mm (nodo centrale) e sono indicati per la realizzazione di porte e finestre a due ante, rettangolari, sagomate o curve, con o senza fissi laterali e superiori.

I profili in acciaio hanno uno spessore di 10-15 mm e sono ottenuti tramite profilatura a freddo da

nastro in lamiera di acciaio zincato a caldo mentre il taglio termico dei profili, che hanno una finitura ottenuta tramite verniciatura a polvere di poliestere in forni, è realizzato tramite estruso in poliammide rinforzato con fibra di vetro.

OS2 è un sistema estremamente semplice, ampio e flessibile al servizio della progettazione che non trascura la cura del dettaglio. Con i suoi 37 profili e tre sottosistemi, permette un disegno accurato del prospetto dell’edificio attraverso il controllo delle ombre plastiche delle sue aperture. Le vetrate diventano parte determinante dell’architettura, permettendo la scelta tra vetri complanari o non complanari e aperture visibili o non visibili.
Per questo progetto è stata scelta la colorazione RAL 8011 che ben si adatta alla facciata interna del chiostro armonizzandosi sia con le tinte rosate e dei mattoni che con gli elementi in rame. Ancora una volta la serie OS2 di Secco Sistemi si è rivelata ideale per intervenire su edifici storici nei quali assicurare estetica in linea con lo stile delle strutture e prestazioni tecniche relative alla tenuta all’aria e all’acqua, al contenimento delle dispersioni termiche, al comfort acustico.

Le dimensioni contenute dei profili li rendono assimilabili dal punto di vista estetico ai tradizionali infissi in ferro, che hanno accompagnato nei secoli la vita del monastero e delle monache che vi abitavano. Nella posa in opera l’infisso tende quindi a “scomparire” lasciando inalterata la percezione della geometria della facciata e degli elementi architettonici preesistenti.

Progetto: Monastero di Santa Chiara
Progettista: Area Associati

Località: Carpi
Serramenti: OS2 65 zincato verniciato
Serramentista: Metal Infissi

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Secco Sistemi per Combo Milano

Molto più che un ostello

Ostello, bar, ristorante, luogo di incontri e di scambi culturali ma anche galleria d’arte, spazio espositivo e molto altro ancora. Sono le mille anime di Combo Milano, nato da una tipica casa di ringhiera sul Naviglio Grande e già instagrammato da migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo. Un luogo capace di mettere in contatto tradizione e futuro, locale e globale, un rifugio tranquillo per alcuni ma anche un generatore di relazioni e di opportunità per altri. Lo spirito cosmopolita che ha fatto grande Milano trova in questo spazio il perfetto equilibrio tra dimensione internazionale e identità territoriale.

Il concept di Combo ripropone quelle che sono le linee guida dell’hospitality internazionale di questo segmento. Spazi fluidi e informali, atmosfere accoglienti, servizi tailor made ma modalità smart di fruizione degli spazi, contaminazione culturale e sperimentazione di dinamiche relazionali che superano gli schemi tradizionali. In una sola parola integrazione. Combo è un luogo speciale proprio per la capacità di essere ostello, bar, ristorante, radio, galleria e di essere tutto insieme contemporaneamente. I suoi fondatori lo definiscono un “social network fisico”.

A Milano, la seconda apertura in Italia dopo Venezia al quale seguirà presto Torino, Combo ospita 42 camere per 217 posti letto complessivi, un ristorante e un bar-café aperto tutto il giorno, una zona per ospitare talk, screening, live set, listening session e performance e una stanza per residenze artistiche, collettivi, gallerie e non-profit. Uno spazio aperto alla città e ai milanesi ma anche ai turisti che la visitano, un progetto che ha permesso di recuperare edifici in disuso, un ostello integrato nel quale l’arte e gli artisti hanno molto spazio e numerose occasioni di esprimersi.

Il piano terra, sempre aperto al pubblico, si articola attraverso gli spazi fluidi della serra, della radio e dei cortili interni. La cucina del ristorante, eterogenea e aperta, combina culture e geografie com’è nello spirito dello spazio.

Ogni mese gli eventi musicali, artistici e culturali saranno aperti a passanti e appassionati com’è nella vocazione del luogo. Combo rinasce in un quartiere iconico per i milanesi, nella location della trattoria Isola Fiorita e a pochi metri dal tempio del jazz milanese degli anni ’70, Al Capolinea, spazio per musicisti residenti e di passaggio dalla città. Ma Combo può essere anche un luogo di business, di incontri di lavoro, di riunioni dinamiche, oltre che la sede di società di servizio e di supporto ai cittadini.

Luce per stare bene

Spazi fluidi e luminosi, colori vivaci e arredi infornali ma eleganti allo stesso tempo, attenzione ai dettagli, materiali di qualità utilizzati per definire gli elementi architettonici e per garantire design e prestazioni. A partire dai serramenti, chiamati a riproporre nelle aperture l’immagine della vecchia Milano ma anche a garantire performance in linea con gli standard dell’ospitalità contemporanea. Le grandi aperture, soprattutto al piano terra mettono infatti in comunicazione gli ambienti dell’ostello con la corte, spazio di relazione fondamentale e direttamente connesso con le aree comuni della struttura.

Per garantire massima luminosità e rispetto dei caratteri dell’edificio i progettisti hanno scelto i serramenti OS2 65 in acciaio zincato di Secco Sistemi, una soluzione che associa alle valenze formali, performance di livello assoluto. Una serie che associa infatti spessori minimi, alte prestazioni e una resa estetica assoluta, determinata dalla pulizia del disegno ma anche dall’impiego di materiali preziosi. Una proposta versatile, grazie alle infinite varianti dei profili, un sistema che nel progetto Combo Milano ha saputo interpretare al meglio le esigenze dei progettisti, ma anche una gamma flessibile e attenta all’impiego dei materiali di qualità. Dall’acciaio zincato all’acciaio inox, con le straordinarie qualità di resistenza all’ossidazione e alla corrosione, dalla patina inconfondibile del corten alla ricchezza materica dell’ottone, utilizzato in questo progetto, o alla capacità di assumere i tratti cromatici del bronzo antico. Tutti proposti in un’ampia gamma di finiture e con una resa estetica di alto livello, tutti in grado di interpretare lo scorrere del tempo aggiungendo valore al progetto.

Sono oltre 40 i profili che il sistema a taglio termico OS2 mette al servizio del progetto, molteplici le combinazioni con i quali esprimere la propria poetica progettuale sempre finalizzata alla ricerca della massima trasparenza e della purezza delle linee. Un sistema integrato e versatile con il quale disegnare un serramento che mantiene le proprie prestazioni inalterate nel tempo. Dal punto di vista estetico il sistema permette la massima personalizzazione nella composizione della facciata, anche grazie alla scelta dei vetri, la tipologia di aperture, battente, ribalta, bilico, libro ma anche vetrate fisse e schermi di luce con cui comporre in estrema libertà la facciata.

Scheda Progetto
Progetto: Combo Milano
Località: Milano
Serramenti: OS2 65 in acciaio zincato verniciato

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Un’oasi di luce nel deserto

Un progetto di recupero negli Emirati Arabi è di per sé una notizia. Il contesto nel quale è stato completato amplifica ulteriormente la straordinarietà del progetto. L’Al Faya Lodge è un hotel nato dal recupero e dall’ampliamento di due edifici in pietra costruiti negli anni ‘60, ora trasformatisi in un’oasi di relax tra le sabbie rosse ai piedi del Monte Alvaah nell’Emirato di Sharjah. Lo studio Anarchitect ha lavorato sulle preesistenze per dare forma a un boutique hotel di sole cinque stanze.

Oggi il complesso si articola in alcuni volumi bassi, planimetricamente divisi da una strada, che ospitano la reception, l’hotel vero e proprio, il ristorante, una terrazza panoramica e la piscina di acqua salata con annesso centro termale.

Gli edifici si presentano come blocchi monolitici e regolari ma allo stesso aperti e permeabili, in grado di instaurare un rapporto di continuità tra l’interno e il paesaggio desertico circostante, non solo per quanto riguarda le superfici verticali ma anche nella copertura. Oltre al belvedere, ogni stanza è dotata di lucernario grazie al quale poter ammirare uno straordinario cielo stellato.

Nel padiglione del centro termale, la struttura sorge su un podio sopraelevato rispetto al piano del terreno e viene definita da un perimetro in calcestruzzo che incornicia sia i volumi coperti che ospitano le stanze, sia lo specchio d’acqua nitido e preciso.

Ovviamente la forma degli edifici è determinata dalle condizioni particolari del contesto desertico in cui si trova. Nello stesso tempo anche la scelta dei materiali deve tener conto delle caratteristiche del sito e degli aggressivi agenti atmosferici, come l’intensa luce del sole, la pioggia battente, le tempeste di sabbia e le basse temperature notturne.

Per costruire le nuove strutture sono stati utilizzati esclusivamente calcestruzzo e pietra di provenienza locale. Il calcestruzzo levigato, il granito e il travertino sono stati scelti per la loro durata nel tempo, per la capacità di conferire una massa notevole alle murature e per le caratteristiche estetiche che rispettavano l’idea formale del progetto.

L’acciaio corten è l’assoluto protagonista dell’intervento e il suo caratteristico colore rimanda all’immagine dei ricchi giacimenti di minerale di ferro presenti nell’area. Un materiale che permette di sottolineare i nuovi innesti e gli ampliamenti rispetto alle strutture esistenti, garantisce eccellenti prestazioni in un clima arido e desertico, rimanda anche dal punto di vista formale alla presenza storica del ferro nella regione. Il materiale è fondamentale per

I setti verticali che delineano gli accessi, i grandi schermi apribili che segnano il perimetro della piscina, gli imbotti che definiscono logge profonde ma anche gli infissi, puliti ed essenziali, determinano una coerenza formale perfetta e alimentano un dialogo costante con la luce e i colori unici del luogo.

Acciaio corten, massime prestazioni, estetica perfetta

All’interno del progetto dell’Al Faya Lodge trovano posto i serramenti OS2 in acciaio corten di Secco Sistemi, capaci di garantire, nonostante gli spessori minimi e gli ingombri contenuti, le massime prestazioni e di soddisfare al meglio le esigenze estetiche dei progettisti. Le caratteristiche fisiche e tecniche dell’acciaio hanno permesso di ottenere profili sottili, forti e performanti, che definiscono una geometria perfetta e uno stile minimale che è nel DNA del progetto.

La famiglia di serramenti OS2 è una serie molto versatile, grazie alle infinite varianti dei profili, ma anche capace di trasformare la propria immagine in base ai materiali impiegati. Dall’acciaio zincato all’acciaio inox, con le straordinarie qualità di resistenza all’ossidazione e alla corrosione, dalla patina inconfondibile del corten alla ricchezza materica dell’ottone, utilizzato in questo progetto, o alla capacità di assumere i tratti cromatici del bronzo antico. Tutti proposti in un’ampia gamma di finiture e con una resa estetica di alto livello, tutti in grado di interpretare lo scorrere del tempo aggiungendo valore al progetto.

Sono oltre 40 i profili che il sistema a taglio termico OS2 mette al servizio del progetto, molteplici le combinazioni con i quali esprimere la propria poetica progettuale sempre finalizzata alla ricerca della massima trasparenza e della purezza delle linee. Un sistema integrato e versatile con il quale disegnare un serramento che mantiene le proprie prestazioni inalterate nel tempo confermando, anzi arricchendo, allo stesso tempo il proprio valore estetico.

Nel mezzo del deserto ancora una volta i sistemi OS2 hanno rappresentato la meglio i valori di eccellenza, qualità e ricerca che sono nel DNA di Secco Sistemi.

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Fluttua nello spazio per descrivere una traiettoria, per delimitare un volume d’aria, per tracciare un segno, un perimetro rigoroso ed essenziale. Trasmette armonia e leggerezza grazie a un movimento silenzioso, continuo, privo di attrito. Genera atmosfere eleganti e sofisticate grazie all’eccellenza delle finiture e dei nobili materiali di cui è composto. Assicura eccellenti performance e soddisfa le richieste estetiche e prestazionali dell’architettura contemporanea, arricchendo di significato l’immagine complessiva dell’edificio. ØG® è il nuovo scorrevole di Secco Sistemi che si muove sfruttando il principio della levitazione magnetica passiva, senza l’impiego di elettricità e motori.

Una vera rivoluzione, un progetto innovativo che solo il know how e la conoscenza approfondita di un’azienda che da 70 anni definisce le tendenze del settore hanno permesso di sviluppare. Come tutti i grandi progetti, ØG® nasceva con un obiettivo ben chiaro: superare il vincolo della motorizzazione e dell’elettricità per movimentare scorrevoli di grandi dimensioni. Occorreva un sistema che permettesse di aprire e chiudere manualmente serramenti anche molto pesanti in modo semplice e sicuro. ØG® è stato sviluppato dopo una lunga attività di ricerca finalizzata con l’impiego del brevetto di Ironlev®, che ha studiato una peculiare geometria dei magneti passivi per sollevare grandi masse lungo un piccolo binario.

Utilizzando questa tecnologia, il serramento viene di fatto liberato dal suo peso e, rallentato solo dall’inerzia della massa, scorre silenziosamente senza fatica, amplificando il comfort per l’uomo e agevolando il gesto di apertura/chiusura per qualsiasi tipologia di utilizzatore.

Il sistema è costituito da un gruppo di levitazione incassato a pavimento che contiene la rotaia di scorrimento, i pattini magnetici Ironlev® e la trave di collegamento con l’anta, del quale rimane traccia visibile solo una fessura di 8 mm, chiusa da spazzolini, senza nessun tipo di sporgenza o ostacolo al passaggio. Nella parte superiore invece, sono collocati i meccanismi per contrastare la spinta di sollevamento dei magneti e abbassare l’anta, garantendo tenuta e chiusura.

ØG® non utilizza energia elettrica e permette di spostare manualmente senza problemi ante fino a 1000 kg. Semplificata anche la manutenzione del gruppo di levitazione grazie alla sua copertura movibile che può inoltre riproporre le finiture dei pavimenti, per una perfetta continuità tra interno ed esterno dell’edificio.

La qualità estetica di ØG® è garantita dall’eccellenza dei materiali utilizzati da Secco sistemi, dall’eleganza dell’ottone, dalla forza dell’acciaio inox, dal calore e dal “fascino vissuto” del corten, dalla versatilità dell’acciaio zincato. Materiali e finiture di altissimo livello che ne permettono l’inserimento in diversi contesti di stile, profili e spessori sottili che lasciano alla superficie vetrata e al contesto il ruolo da protagonista incorniciandolo come in un prezioso quadro d’autore.

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Un nuovo tassello nell’isola dei musei

La sua costruzione è stata parecchio tormentata per via del terreno sabbioso e ricco d’acqua e delle continue revisioni del progetto, soprattutto per quanto riguarda le fondazioni, con conseguente lievitare dei costi, ma finalmente nel Dicembre scorso la James-Simon Galerie di Davi Chipperfiled è stata completata e oggi può svolgere al meglio il proprio ruolo di “porta di ingresso” dell’Isola dei Musei di Berlino.

I lavori avviati nel 2009 hanno fatto seguito al masterplan elaborato dallo stesso Chipperfield nel 1999 per la Museumsinsel che ne faceva uno dei suoi punti cardine insieme a un percorso sotterraneo pensato per collegare tutti gli edifici la Archaeological Promenade. Oltre a un auditorium da 300 posti e a uno spazio per mostre temporanee la James-Simon Galerie ospita oggi i servizi di accoglienza, tra i quali biglietteria, guardaroba, bar, servizi igienici e libreria, per i visitatori dei musei della Museuminsel (Pergamon, Bode Museum, Altes Museum, Neues Museum, Alte Nationalgalerie). Ed è proprio il dialogo che ha saputo instaurare con gli altri edifici il tratto distintivo del progetto. La purezza del bianco, l’inserimento a livello planimetrico nel sito, la scansione regolare del colonnato conferiscono al volume un’impronta classica ma allo stesso tempo un’immagine contemporanea, un’identità forte, rigorosa e severa ma che non prevarica il delicato equilibrio gerarchico instaurato tra gli edifici. I riferimenti formali sono evidenti. Il colonnato di ordine gigante e l’imponente scalinata d’accesso, oltre all’uso della pietra negli esterni, rimandano espressamente agli edifici adiacenti, mentre l’utilizzo calcestruzzo gettato in opera per gli interni è sicuramente una scelta di rottura. Un propileo contemporaneo che si erge su un alto zoccolo in pietra che crea una grande terrazza sul fiume Sprea e dialoga con il Neues Museumprogettato dall’architetto prussiano Friedrich August Stüler a metà del XIX secolo.

Ma la James-Simon Galerie, che deve il suo nome al mecenate tedesco-ebreo che donò la sua prestigiosa collezione alla città, non è solo un prestigioso edificio. Oltre ad assolvere il ruolo di ospitare le funzioni descritte infatti, diventa luogo urbano a cui è affidato il compito di riorganizzare le relazioni urbane e l’accessibilità dell’intera Isola dei Musei. Un edificio pubblico nel cuore della città in grado di generare nuove connessioni, organizzare i flussi, ridefinire le modalità di fruizione dell’isola.

Rigore formale e prestazioni elevate


A dare forma a un approccio progettuale che attraverso un’impostazione classica esprime un linguaggio contemporaneo contribuiscono tutti gli elementi architettonici che definiscono i volumi, le geometrie rigorose, le campiture uniformi. Il disegno delle “facciate” definito dalla scansione modulare delle colonne e dai i giochi di luci ed ombre generati da tettoie profonde viene impreziosito nella sua essenzialità dal perfetto minimalismo dei serramenti EBE 65 ed EBE 85 in ottone brunito di Secco Sistemi.

Immagine pulita, geometrie essenziali, materiale pregiato che bel si integra con le finiture dei serramenti storici presenti negli edifici adiacenti. 
EBE è un sistema versatile, con il quale dare vita a geometrie e profili diversi, che ben si inserisce in contesti storici ma anche in edifici contemporanei grazie alla capacità di dare forma al pensiero architettonico dialogando con gli altri materiali ed elementi compositivi della facciata. nei quali riesce a reinterpretarne l’essenza valorizzandone i caratteri architettonici. Dal punto di vista tecnologico è un sistema che assicura elevate prestazioni di isolamento e tenuta che durano nel tempo. Performance garantite dalla tecnologia della giunzione a taglio termico, in poliammide e poliuretano che permette a Secco sistemi di sviluppare profili strutturali forti con sezioni contenute.

EBE garantisce funzionalità e prestazioni oltre a consentire di interpretare le diverse esigenze progettuali. Combinando infatti l’ampia scelta delle tipologie di apertura alla completa gamma di accessori, i profili EBE propongono numerose possibili varianti al design del serramento, impreziosite dalla qualità assoluta dei materiali disponibili: acciaio inox, acciaio zincato, acciaio corten e ottone brunito.

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Linea, materia, superficie

Il disegno che prende forma attraverso la materia e la superficie, la contemporaneità che si esprime attraverso la geometria e l’equilibrio proporzionale, il progetto che racconta un modo di pensare, ma anche di vivere, in altezza. Le Twin Houses realizzate da Issaias Papaioannou a Ekali, in Grecia, nascono come intervento di riconversione di una grande casa suburbana degli anni ’80 senza particolare pregio architettonico, anzi con alcuni richiami all’estetica postmoderna che non giustificavano una coerenza formale degna di nota. L’intervento ha ovviamente lavorato su alcuni fronti diversi ma integrati.

Dal punto di vista strutturale, l’adeguamento del complesso alle normative antisismiche vigenti ha reso necessaria la costruzione di una nuova facciata in cemento armato autoportante, che avvolge e diventa tutt’uno con l’involucro esistente per fornire rigidità al sistema. Dal punto di vista planimetrico-distributivo invece, le due residenze sono organizzate su tre livelli principali con un volume complessivo diviso di fatto in due parti uguali lungo l’asse nord-sud. Un diaframma evidente identificato da un setto rivestito in legno che penetra profondamente la composizione dall’esterno all’interno della stessa. Proprio l’ortogonalità delle linee, il sapiente equilibrio dimensionale, le linee nette e i tagli diagonali dei tetti, il rigore del segno complessivo trasmettono un’immagine complessiva contemporanea ed elegante.

L’espressività formale è data da dettagli sofisticati, dalla matericità delle superfici, dalla verità dei materiali utilizzati. Cemento, legno, vetro e metallo si esprimono per quello che sono senza mimetismi, ma al contrario lasciano che sia la loro essenza a diventare decoro per l’immagine delle residenze. I tagli e le prospettive generati dalle aperture nette e precise permettono la vista sul monte Parnitha, mentre le grandi aperture facilitano la continuità tra interno ed esterno, tra gli ambienti delle case, i terrazzi e i giardini pensili.

La composizione dei prospetti viene definita dai segni del calcestruzzo a vista, dalle venature uniche del legno, dalle linee parallele e ortogonali dei parapetti essenziali e delle finestre, dalla tridimensionalità generata dai volumi in aggetto, dai riflessi generati dalle superfici vetrate che portano il paesaggio naturale nella descrizione dell’elemento artificiale. La line obliqua della falda del tetto rompe la perfetta ortogonalità e diventa tratto distintivo del progetto.

L’essenzialità del segno di luce

Geometrie nette e precise, spessori ridotti al minimo per scomparire e lasciare alla superficie trasparente e quindi alla luce il ruolo di protagonista, piani che si sovrappongono e arretrano generando aggetti importanti e ombre profonde.

I profili OS265 di Secco Sistemi in acciaio zincato verniciato contribuiscono a definire l’immagine contemporanea delle Twin Houses, garantendo il massimo comfort per chi abita questi ambienti e rispettando il disegno dei prospetti. La famiglia di serramenti OS2 65 associa infatti spessori minimi, alte prestazioni e una resa estetica assoluta, determinata dalla pulizia del disegno ma anche dall’impiego di materiali preziosi. Una serie di serramenti molto versatile, grazie alle infinite varianti dei profili, ma anche capace di trasformare la propria immagine in base ai materiali impiegati.

Dall’acciaio zincato all’acciaio inox, con le straordinarie qualità di resistenza all’ossidazione e alla corrosione, dalla patina inconfondibile del corten alla ricchezza materica dell’ottone, utilizzato in questo progetto, o alla capacità di assumere i tratti cromatici del bronzo antico. Tutti proposti in un’ampia gamma di finiture e con una resa estetica di alto livello, tutti in grado di interpretare lo scorrere del tempo aggiungendo valore al progetto. Sono oltre 40 i profili che il sistema a taglio termico OS2 mette al servizio del progetto, molteplici le combinazioni con i quali esprimere la propria poetica progettuale sempre finalizzata alla ricerca della massima trasparenza e della purezza delle linee.

Un sistema integrato e versatile con il quale disegnare un serramento che mantiene le proprie prestazioni inalterate nel tempo confermando, anzi arricchendo, allo stesso tempo il proprio valore estetico. Dal punto di vista estetico il sistema permette la massima personalizzazione nella composizione della facciata, anche grazie alla scelta dei vetri, la tipologia di aperture, battente, ribalta, bilico, libro ma anche vetrate fisse e schermi di luce con cui comporre in estrema libertà la facciata.

Scheda progetto
Progetto: Twin Houses
Progettista: Issaias Papaioannou
Località: Ekali, Grecia
Serramenti: OS265 zincato verniciato

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Nell’ambito delle iniziative legate a “Matera Capitale Europea della Cultura 2019” e come già avvenuto l’anno scorso con la partecipazione al Vatican Chapel della Biennale di Architettura di Venezia, Secco Sistemi si fa promotrice dell’incontro tra creatività e materia, tra progetto e tridimensionalità, sponsorizzando la mostra “Alla Madre” dello scultore Giovanni Casellato dedicata alla libertà di pensiero, di religione, al coraggio delle proprie azioni, al rispetto delle donne ma anche alla figura della Madre e al suo amore incondizionato.

Con questa iniziativa Secco Sistemi celebra l’anno d’oro di Matera e lo fa attraverso la sponsorizzazione della mostra di un artista che ha saputo esaltare la forza espressiva del ferro, l’unicità delle sue finiture, la capacità di esprimere forza e resistenza ma anche eleganza e bellezza. Valori che rimandano inequivocabilmente alla figura della madre al suo saper essere elemento cardine della società, caratteri ben espressi dalle opere esposte nella sala polifunzionale e negli antichi ipogei del convento di Sant’Agostino. Alte più di due metri, ma caratterizzate da naturale levità, sono sculture e bassorilievi creati dall’artista negli ultimi tre anni, frutto di una ricerca introspettiva e di un percorso spirituale che si sono tradotti in figure che raccontano strati profondi della sua interiorità attraverso precise e riconoscibili simbologie. Opere che colpiscono per la loro “profondità”, ma anche per l’estrema fluidità con cui esprimono il loro ritmo compositivo e quindi capaci di evocare in chi le osserva, differenti e opposte suggestioni.

Idea, progetto, materia e capacità di trasformarla con competenza e creatività. Secco Sistemi non è solo architettura contemporanea o riqualificazione di edifici storici, è anche arte, cultura, espressione di eccellenza sotto ogni forma. Simbolo di un made in Italy vero, di qualità di pensiero e di azione, di organizzazione e progetto, ma anche di attenzione all’aspetto estetico e all’espressione formale dell’idea dell’uomo, l’azienda promuove mostre ed esposizioni sul territorio per indicare nella bellezza l’unica via per il futuro.

Con la mostra di Matera, curata da Chiara Casarin, ma anche con altre iniziative legate all’arte, l’azienda esprime la vicinanza di una realtà industriale alla creatività tipicamente italiana, diventa portavoce per diffondere la cultura del nostro paese, si fa portatrice di un messaggio di bellezza chiamato ad alimentare e nitrire quotidianamente il cuore e la mente dell’uomo.

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