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Due partner in stretta collaborazione, una fruttuosa sinergia sancita da un importante progetto privato: lo studio di lighting design e architettura IFI Group – Architectural Lighting Works ha individuato nei prodotti Linea Light Group le soluzioni ideali per illuminare la propria nuova sede di Chalandri, comune greco appartenente all’area metropolitana della Grande Atene. Con alle spalle una tradizione risalente al 1989, anno in cui nacque su iniziativa di Freiderikos Anagnostakis, lo studio IFI Group- Architectural Lighting Works realizza progetti di illuminazione di piccole, medie e grandi dimensioni, affiancando a sé un pool di figure professionali, quali architetti, lighting designer e ingegneri.

Con particolare attenzione alle nuove tecnologie e grazie alle partnership commerciali strette con aziende di riferimento internazionale nel settore dell’illuminotecnica, IFI Group inoltre si impegna a fornire apparecchi di illuminazione dalle raffinate soluzioni estetiche unite ai più elevati standard tecnico-prestazionali. Il nuovo edificio, ultimato nel 2016, appare esternamente come un unico volume compatto ed ermetico mentre internamente le stanze ospitano ambienti ben definiti ma connessi tra loro, caratterizzati da ampi spazi contenenti piani, scaffali e moduli geometrici. Dalla zona di progettazione allo showroom, dalla prototyping area alla meeting room la luce diviene fattore decisivo per enfatizzare il gioco di pieni e vuoti, di volumi e materiali. L’illuminazione diviene così parte integrante del progetto, dall’idea concettuale alla progettazione finale, inteso quale elemento costitutivo di design dell’edificio e non mero accessorio funzionale, sottolineando l’importanza che riveste lo studio dell’illuminazione in relazione all’intero complesso architettonico.

Il progetto illuminotecnico

L’obiettivo è stato raggiunto grazie alle soluzioni Linea Light Group che hanno trovato perfetta e armonica collocazione interna ed esterna, soddisfacendo pienamente le esigenze della committenza. Di immediata suggestione scenica l’ingresso dello showroom grazie ai prodotti Fylo+ e Gypsum della collezione Architectural Lighting, dove il grafismo essenziale che caratterizza i profili lineari del primo si sposa all’eleganza del secondo, un incasso a soffitto di design minimalista con telaio in gesso che si fonde perfettamente con lo spazio costruito. L’area reception è arricchita dalle sottilissime linee luce di Lafina della collezione Professional LED Lighting i cui tagli luminosi tracciano il profilo del grande banco in cemento, alleggerendone l’impatto materico. Originale la soluzione adottata per illuminare gli scaffali che ospitano in prodotti in esposizione: Ribbon Basic, una LED strip da 5W/m che associa funzionalità ed estetica in un affascinante gioco di chiaroscuri, coinvolgendone la struttura stessa. Il riuscito mix tra architettura e luce si tocca con mano anche nella piccola meeting room dove gli essenziali e rigorosi Pool, in una serie di incassi installati a filo sul soffitto, diffondono nell’ambiente una luce confortevole e soft. All’insegna della modularità, i profili luminosi Paseo vanno a creare una linea continua che si snoda a parete e a soffitto senza interruzioni visibili. Estremamente versatili, creano effetti di grande impatto visivo: stretto fascio luminoso per un risultato wall grazing o corpo opacizzato per una luce diffusa. Per le aiuole esterne, la scelta è ricaduta sui prodotti Clivo con sorgente powerLED, proiettori dalle ridotte dimensioni ed elevata flessibilità: l’emissione regolabile in ampiezza si caratterizza da un minimo di  8° ad un massimo di 50°, grazie alla struttura orientabile su staffa e all’ottima capacità di basculamento con puntamento ad alta precisione del fascio luminoso. Un risultato eccellente, una testimonianza delle capacità di Linea Light Group di saper fornire, accanto a soluzioni d’avanguardia, un servizio di qualità in termini di possibilità di personalizzazione dei prodotti e di supporto tecnico in tutte le fasi.

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Nella splendida cornice di Palazzo Venier dei Leoni, sede della celebre Peggy Guggenheim Collection a Venezia, Moonflower di Linea Light Group si è aggiudicato il premio Codega nella categoria “Soluzioni a LED”. La serata di premiazione,  svoltasi lo scorso 7 ottobre,  ha visto la partecipazione di oltre 110 rappresentanti del mondo accademico, imprenditoriale e professionale. Protagonista dell’evento, nella sua dimensione innovativa e dinamica, è stata la luce, quale elemento tecnologico e di design.

Promosso da Assodel (Associazione Italiana Distretti Elettronica) in collaborazione con IDEA (International Distribution of Electronics Association) e con il patrocinio di APIL (Associazione Professionisti dell’Illuminazione), il premio, giunto quest’anno alla quarta edizione, è ritenuto un importante riconoscimento internazionale delle eccellenze del lighting design e dei migliori progetti e soluzioni a LED realizzati in ambito Contract.

Moonflower si è distinto tra 45 aziende e industrial designer per le caratteristiche di  “prodotto estremamente innovativo e dal design accattivante, caratterizzato dall’uso di moduli con LED RGB. Grazie ai programmi selezionabili, Moonflower può creare scenari sempre diversi, per arredare ogni parete della casa. Un LED wall in grado di emozionare e di coinvolgere”.

La rigorosa selezione è stata effettuata da una giuria d’eccellenza, costituita da esperti del mondo dell’illuminazione e dell’elettronica: Domenico Caserta, presidente Assodel; Stefano Catucci, direttore del Master in Lighting Design presso l’Università La Sapienza di Roma; Gary Kibblewhite, ex presidente IDEA; Paul James, editor della rivista mondo*arc; Francesco Iannone, lighting designer; Massimo Malaguti, già Direttore Univeneto; Fabio Peron, docente presso l’Università IUAV di Venezia; Maurizio Rossi, direttore del Master in Lighting Design & LED Technology al Politecnico Milano; Paola Urbano, lighting designer, co-fondatrice e consigliere di APIL.

Il Premio Codega si è svolto in concomitanza con Illuminotronica, mostra-convegno specializzata dedicata all’illuminazione a LED tenutasi alla Fiera di Padova dal 6 all’8 ottobre. E proprio nella galleria dei prodotti di design più innovativi selezionati e posizionati all’interno della rassegna ha trovato spazio Moonflower, scelto per la capacità di creare affascinanti effetti cromatici sfocianti in numerose combinazioni ad alto impatto scenografico, frutto di un mix che caratterizza tutte le soluzioni a LED targate Linea Light Group: creatività e design in combinazione con efficienza energetica e tecnologie di ultima generazione.

 

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Nuove tecnologie e soluzioni intelligenti per l’illuminazione a LED, la domotica e la sicurezza saranno le tematiche principali di Illuminotronica, la Mostra-convegno specializzata in programma alla Fiera di Padova dal 6 all’8 ottobre prossimi.

Giunta quest’anno alla sesta edizione, la rassegna si presenterà ricca di contenuti corredati da aree dimostrative, iniziative speciali e laboratori incentrati su smart lighting, smart home, Internet of Things, integrazione domotica e human centric lighting.

Una preziosa occasione di confronto e scambio di idee tra quanti installano, progettano o applicano tecnologie, sistemi e prodotti per l’illuminazione integrata, rivelandosi uno spazio fertile per sviluppare nuove opportunità di business.

Casa domotica

All’interno del Padiglione 5 sarà allestita una vera e propria Casa domotica, dove troveranno spazio concrete soluzioni “smart” volte ad ottimizzare i consumi, controllare gli accessi agli ambienti e migliorare il benessere delle persone. Quattro i percorsi che identificano lo spazio di 96 mq: Illuminazione, Sicurezza, Integrazione domotica, Efficienza energetica. Protagoniste del percorso Illuminazione saranno alcune soluzioni firmate Linea Light Group, prodotti dal raffinato design contemporaneo, caratterizzati da soluzioni stilistiche che coniugano la ricercatezza delle forme estetiche con un contenuto tecnologico ad hoc, frutto della ricerca costante e dell’esperienza ultradecennale nel LED che scandiscono la storia dell’azienda trevigiana. I prodotti Lama_tab e Clear_P illumineranno l’ambiente studio/ufficio, mentre Tablet_W1, Bloom e Light_Game_P saranno collocati negli spazi di socialità condivisa dell’interno domestico, rivelandosi autentici componenti d’arredo.

Galleria dell’eccellenza

Tra le iniziative messe in campo da Illuminotronica 2016 giocherà un ruolo di rilievo la galleria dei prodotti di design più innovativi selezionati da Led/dove, un progetto la cui mission consiste nel promuovere le eccellenze del Made in Italy nel campo del LED lighting.

Una vetrina esclusiva, dove Linea Light Group sarà presente con Moonflower, un esempio emblematico di arredo con la luce. Un prodotto componibile che, grazie alla versatilità dei moduli, crea composizioni mai uguali, dando origine ad un look sempre nuovo, personalizzabile in base ai differenti gusti: affascinanti effetti cromatici che sfociano in tante combinazioni ad alto impatto scenografico.

 

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Secondo ad uscire in ordine cronologico dopo il Maestro – Professional Lighting, il nuovo catalogo Linea Light Group dedicato al Design Lighting esprime in modo incisivo il concetto chiave che caratterizza il trentennale percorso della società trevigiana, le cui soluzioni illuminotecniche costituiscono la perfetta sintesi di tecnologia e stile. La nuova collezione 2017 propone un’ampia gamma di prodotti volti ad assecondare le esigenze del progettista basate su una precisa concezione della luce quale materiale con cui costruire ambienti e definire spazi, in coerenza con gli elementi distintivi delle proposte MA[&]DE, Material and Design.

I prodotti, dal raffinato design contemporaneo, presentano soluzioni stilistiche che non si esauriscono nella ricercatezza delle forme estetiche ma si caratterizzano per un contenuto tecnologico ad hoc in base alle tipologie di prodotto e alle funzioni svolte all’interno di ogni singolo progetto. Il valore aggiunto si identifica nella ricerca costante e nell’esperienza ultradecennale nel LED di Linea Light Group, arricchite dal confronto continuo con professionisti del settore per lo sviluppo di nuove soluzioni illuminotecniche di ultimissima generazione.

Il cuore tecnologico del prodotto viene rivestito da un corpo materico, frutto di ricerche sui materiali, sulle finiture e sulla forma migliore, per enfatizzare l’emozione creata dalla luce trascendendo l’aspetto estetico. Il tutto grazie anche al supporto di architetti e designer esterni che condividono la filosofia progettuale dell’azienda, dove l’essenzialità dello stile minimale viene declinata in relazione a nuovi trend stilistici, creando prodotti dall’aspetto totalmente nuovo e riproponendo famiglie iconiche con tecnologie aggiornate e linee modernissime.

Queste caratteristiche si rispecchiano fedelmente nel nuovo catalogo sia nei contenuti che nella veste grafica, volta a caratterizzare l’identità esclusiva di un gruppo leader. Un’immagine di marca unitaria, una realtà aziendale forte che, declinandosi in collezioni specifiche, propone prodotti per contesti e situazioni diverse senza rinunciare ad un know-how di gruppo che permette la concreta valorizzazione delle esperienze acquisite. Un’offerta produttiva senza paragoni, variegata, unica nel panorama illuminotecnico. Inoltre, la scelta di un layout più elegante ed immediato facilita, grazie ad una nuova modalità di lettura, la fruizione da parte del lettore di questo prezioso strumento.

Il concetto di “material&design” viene sviluppato e ampliato accostando il prodotto più ricercato con la più evoluta tecnologia illuminotecnica di Linea Light Group.

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LINEA LIGHT GROUP – MUSEO NAZIONALE DELLE BELLE ARTI DI RIGA

Il Museo Nazionale delle Belle Arti di Riga, riaperto al pubblico dopo la ristrutturazione nella primavera del 2016, rappresenta per il visitatore un’esperienza multisensoriale. L’opera d’arte si fonde con l’ambiente circostante: struttura, disposizione delle opere ed  illuminazione sono solo alcuni tra gli essenziali aspetti di contorno che guidano emotivamente lo spettatore, accompagnandolo in un percorso visivo che tocca le corde più intime dell’animo umano.

Queste considerazioni, in aggiunta ad altre di natura prettamente tecnica, hanno avuto un ruolo fondamentale nella scelta dei prodotti Linea Light Group, soluzioni adatte a risaltare l’alto valore artistico della collezione esposta così come la sua maestosa facciata, disegnata in stile classico e barocco dall’architetto tedesco Wilhelm Neumann. Oltre a dedicare ampio spazio allo sviluppo della cultura nazionale baltica e a possedere una tra le più ricche collezioni dell’arte russa, il Museo ospita periodicamente opere di artisti sia nazionali sia internazionali.

Il progetto illuminotecnico

L’imponenza della facciata principale è stata valorizzata dalla regolarità delle linee luminose della barra Xenia. L’illuminazione si estende verso l’alto e verso il basso, coprendo la struttura con un manto di luce chiara, morbida e pulita. Per illuminare le opere d’arte e gli spazi espositivi sono stati impiegati 1300 proiettori, di cui il 90% provvisti di tecnologia DALI (Digital Addressable Lighting Interface), un protocollo che permette una gestione della luce personalizzata, definendone la quantità di luce di emissione, a seconda del soggetto che si vuole illuminare. Tra i proiettori della collezione I-Lèd la scelta è ricaduta sulle linee di prodotto Sunrise e Vektor. Disposta su lunghi binari, l’alta resa cromatica della sorgente LED di Sunrise dà forma ad accenti di luce, evidenziando alcuni aspetti dell’opera d’arte e delle architetture degli interni, creando un gioco di  volumi e dimensioni. Posto sullo stesso binario, invece, il proiettore Vektor dà la possibilità di sagomare i contorni dei dipinti in modo preciso; la tecnologia LED abbinata alla sagomatura, oltre a non rovinare i pigmenti del quadro, concentra il focus visivo limitatamente sulla tela, creando un piacevole effetto di contrasto con la parete di supporto. La meraviglia dell’opera è così preservata dalle minacce delle ombre che spesso impediscono il totale godimento dell’esperienza artistica. Le soluzioni illuminotecniche presentate sono state studiate per illuminare diverse tipologie di opere, dipinti di varie dimensioni, sculture, piccoli oggetti conservati in teche di vetro e nicchie, spesso esposti in sale dai soffitti molto alti; architettura e illuminazione divengono allora due fondamentali aspetti nella fruizione dell’opera museale, conferendo alla struttura un importante valore estetico e una forte identità.

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Alla 15ma Mostra Internazionale dell’Architettura si alza forte un grido accorato, un monito verso lo spreco di risorse e la sovraproduzione di materiale che, immancabilmente, diviene presto immondizia mai recuperata, scarto definitivo. E allora “Let’s talk about garbage”, anche in Biennale. O meglio, soprattutto in Biennale, luogo di cultura ma anche di critica costruttiva, al fine di dar luogo al “mondo migliore” di un domani si spera prossimo.

Ne parliamo grazie ad un’installazione “chiassosa” che invita al silenzio e alla riflessione, paradosso di un progetto che ha origine da una tesi di laurea e che sbarca alla Biennale come denuncia di un problema grave, quello della sovraproduzione di beni e dell’assoluta mancanza di una forte sensibilità verso il riciclo e il riutilizzo. Una mancanza che s’intravvede in diverse parti del mondo, spesso le più popolose, dove gravi disagi e squilibri sociali aggravano la piaga dello spreco perpetrato ai danni di chi ha già poco o nulla.

L’architetto Hugon Kowalsky e il critico d’architettura Marcin Szczelina hanno concepito una struttura che riassume la loro indagine personale. Dalla Polonia al resto del mondo, l’immondizia è un prodotto dell’uomo: tracciare il percorso dell’immondizia porta a stretto contatto con le persone, capirne i bisogni permette di sottolineare gli sprechi. Le riprese effettuate nelle megalopoli asiatiche, proiettate nei monitor lungo l’installazione, non lasciano spazio a dubbi: le persone che camminano in mezzo alla spazzatura, le montagne di rifiuti, gli edifici abbandonati al decadimento sono sinonimo di una cultura globale distante dal messaggio che l’opera di Hugon e Marcin lancia dalla Biennale veneziana. Serve più attenzione al recupero e al riutilizzo di materiali riciclabili per costruire nuove strutture. Un’architettura più sostenibile aiuta a sviluppare una cultura del riuso, per gravare di meno sull’ambiente, sulle risorse naturali ed ottimizzare ciò che già c’è.

Un tema, quello dell’attenzione all’ecosostenibilità e all’incentivo al minor dispendio di risorse ambientali e materiali, storicamente caro a Linea Light Group, sponsor illuminotecnico principale del progetto, i cui prodotti enfatizzano in modo impattante e suggestivo i tratti salienti dell’installazione di matrice polacca.

Una parete traccia un solco tra due zone differenti, a seconda del lato considerato, ma al tempo stesso le accomuna, poiché il muro è lo stesso. Una vista pulita e minimale da una parte, “sporca” e degradata dall’altro verso. Vista di fronte, l’installazione si presenta come un manifesto del recupero virtuoso: materiali per l’edilizia riutilizzati grazie al riciclaggio intelligente e consapevole, mattoni a secco ricavati da vecchi pneumatici e immondizia varia.

Ad illuminarli, i proiettori Eyelet della collezione i-LèD: montati su staffe orientabili di dimensioni estremamente ridotte, pensati per valorizzare esposizioni in nicchie e vetrine, questi faretti a LED sono stati intelligentemente posizionati in modo tale da illuminare i prodotti secondo il senso di percorrenza dello stand.

L’Eyelet, così come gli altri prodotti Linea Light Group scelti, ben si sposa con  le necessità emerse in fase di studio di adottare articoli altamente tecnologici ma al tempo stesso “sostenibili”, sia per la lunga durata garantita dal LEDche ne scongiura lo smaltimento rapido ed incontrollato, sia per un design interamente studiato e realizzato in Italia, lontano da zone del mondo dove lo spreco di materie prime in fase di produzione ha raggiunto livelli insostenibili.

L’altro lato della parete mostra un volto diverso: una “discarica ponderata”, organizzata in tratti salienti e mucchietti con installazioni particolari, tra le quali alcuni maiali intenti a grufolare nei rifiuti. Per dar loro il giusto risalto, senza dare nell’occhio, sono stati adottati i Clivo: faretti dalle dimensioni contenute, basculanti su staffa, ideali per valorizzare elementi del giardino come statue o piante. Un articolo perfetto per donare personalità a spazi verdi privati o pubblici, scelto in questo frangente nella versione in acciaio inox satinato per mimetizzarsi con il resto della struttura, disposto anche lungo la grata a pavimento per punti di luce “rivelatori” dell’immondizia sottostante sulla quale, metaforicamente, camminano anche i visitatori.

Angular è un proiettore potente con sorgente arrayLED dal design semplice e minimale. Presenta un movimento di basculaggio fino a 90°, con un pratico indicatore goniometrico per regolare con precisione l’inclinazione. Installato presso una finestra a muro in abbinata con Vektor, proiettore con arrayLED ed ottica con sistema di sagomatura della luce, estremamente versatile grazie alla manopola dim-on-board e al focus zoomabile, permette di illuminare al meglio la parete enfatizzandone i tratti salienti: una sorta di mappa visuale di rifiuti “iconici” (ad es. pannolini) distribuiti nelle diverse fasi storico/geografiche, e una cartina geografica del traffico illegale di rifiuti su scala mondiale. Non c’è spazio per le interpretazioni, soltanto la nuda e cruda realtà.

Pound, uno dei proiettori più rappresentativi della collezione i-LèD, è dotato di sorgente luminosa arrayLED ed è in grado di abbinare alte prestazioni ad un’alta versatilità d’utilizzo, grazie al suo design semplice ed essenziale che lo rende adatto a qualsiasi ambiente. Anche a quello sudicio riprodotto in “Let’s talk about garbage”, dove trova collocazione presso una finestra ed è direzionato verso la struttura espositiva, ad illuminare un piano rialzato che simula, tramite una struttura volutamente fuori norma e pericolosa, il Dharavi: “il più grande tugurio” di Mumbai, situato nei bassifondi più poveri della metropoli. Parlando di architettura-spazzatura, il termine di paragone appare calzante.

Due pareti diverse, valorizzate da soluzioni illuminotecniche ad hoc, e un messaggio comune lampante, accomunante la filosofia aziendale di una realtà come Linea Light Group ad un’installazione provocatoria, un immondezzaio tremendamente impattante nella sua voluta, sfacciata sporcizia. Le risorse sul nostro pianeta non sono infinite: l’attenzione al risparmio e al consumo controllato non sono più una libera scelta, bensì un dovere per ciascuno di noi.

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Sarà aperta al pubblico da sabato 28 maggio a domenica 27 novembre 2016, ai Giardini e all’Arsenale, la 15. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, durante la quale, all’interno del Padiglione della Turchia, sarà presentato il progetto Darzanà.

Darzanà è una parola della Lingua Franca, sviluppatasi come linguaggio comune tra l’XI e il XIX secolo e parlato da marinai, viaggiatori, mercanti e guerrieri che solcavano le acque del Mar Mediterraneo, divenuto principale crocevia per le culture circostanti. Si tratta di una parola ibrida che richiama il turco tersane e l’italiano arsenale, due termini che condividono la stessa origine araba: dara’s-sina, ovvero “luogo dell’industria”.

Analogamente alla Lingua Franca, è possibile definire come “Architettura Franca” un linguaggio architettonico comune che rispecchi appieno il significato dell’intero progetto, volto a evidenziare il patrimonio culturale degli arsenali di Istanbul e Venezia. Una vera e propria sfida a violare quei confini e ad abbattere le barriere che si stanno erigendo in modo crescente tra religioni, lingue, etnie, nazionalità e generi diversi. Un’operazione di elevato profilo culturale, all’insegna del dialogo e della condivisione, pur nel rispetto delle differenti identità.

Ed è partendo da questo concetto che il Padiglione della Turchia, coordinato dalla Fondazione Istanbul per la Cultura e le Arti (IKSV), ospita un’imbarcazione costruita con i materiali di scarto rinvenuti nella vecchia darsena di Istanbul e trasportata a Venezia per suggellare una nuova connessione tra le due città. Baştarda, questo il suo nome, è una nave frutto dell’incrocio tra una galea e un galeone, con vele e remi, interpretato come elemento simbolico di continuità tra i due cantieri navali, quello turco lasciato a deperire nella megalopoli di Istanbul e l’altro rinato nello spazio espositivo di Venezia. Quando la Biennale sarà conclusa, Baştarda tornerà in patria esposta in un museo aperto al pubblico.

Il Padiglione della Turchia si caratterizza per la particolare attenzione al fattore luce, studiato nei minimi dettagli per enfatizzarne sia la specificità architettonico-espositiva sia il concetto ispiratore dell’intero progetto. L’impianto di illuminazione è stato ideato da Zeki Kadirbeyoğlu e Şeyma Kılıç di ZKLD Light Design Studio e la scelta è ricaduta su alcune soluzioni illuminotecniche fornite da Linea Light Group by Tepta.

Prodotto chiave utilizzato è Angular della collezione i-LèD: un proiettore potente e dal design semplice e minimale, particolarmente indicato, come nella tradizione di Linea Light Group, per non sovrastare la centralità di quanto va ad illuminare. Caratterizzato da un movimento basculante fino a 90°, Angular è dotato di un pratico indicatore goniometrico al fine di regolarne con precisione l’inclinazione. La sorgente arrayLED garantisce un’ illuminazione nitida ed efficiente, dalle alte performance.

Appositamente studiato per questo progetto uno speciale filtro Honeycomb customizzato, finalizzato a ottenere un duplice effetto: limitare al massimo l’abbagliamento e, allo stesso tempo, garantire un puntamento del fascio luminoso nitido e focalizzato. In aggiunta, sono state posizionate alcune lampade da tavolo Folia della collezione MA[&]DE che, all’elegante forma stilizzata di una foglia dal ricercato design, associano la tecnologia LED in grado di ottenere un elevato risparmio d’energia fornendo luce senza eguali.

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LINEA LIGHT GROUP – Showroom VINCE. – Parigi, Francia

VINCE. è una linea di abbigliamento casual d’alta gamma americana, con sedi a Los Angeles, New York, Canada e Giappone. Attraverso l’apertura di nuovi hub, il marchio punta ad espandere la propria presenza sul mercato europeo per la clientela internazionale. Nel 2015 il brand americano ha aperto il primo showroom a Parigi, in concomitanza con la Fashion Week. Situato presso la 11^ Rue Saint-Florentin nell’8° Arrondissement all’interno di un edificio storico nelle vicinanze degli Champs- Élysées, lo showroom parigino Vince. espone le novità in fatto di abbigliamento per uomo e donna, collezioni di scarpe e linee di borse.

Il progetto illuminotecnico

In questo progetto Linea Light Group ha avuto un ruolo significativo proponendo soluzioni che evidenziassero le texture dei prodotti attraverso l’uso di proiettori dall’alto indice di resa cromatica (CRI 95), una condizione essenziale per apprezzare pienamente colori e dettagli.

Grazie ai 15 anni di know-how nel settore del LED l’azienda è in grado offrire prodotti nei quali ogni componente migliora le prestazioni dell’altro: diodo, dissipatore, elettronica ed ottiche concepite come un blocco unito ed efficiente, a garanzia della qualità e della resa ottimale nell’ambito di progetti complessi.

La committenza ha richiesto una consulenza specializzata e qualificata attraverso un contatto diretto con l’azienda: gli interior designer di Linea Light Group hanno eseguito il calcolo illuminotecnico per ottimizzare le performance, le quantità ed il posizionamento dei prodotti. La scelta è ricaduta su  Angular, un potente proiettore della collezione i-Lèd dal design semplice e minimalista che presenta un movimento di basculaggio fino a 90°, con un pratico indicatore goniometrico per regolare con precisione l’inclinazione. La sorgente arrayLED garantisce un’illuminazione nitida ed efficiente, dalle alte performance.

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LINEA LIGHT GROUP – WALTER STEIGER BOUTIQUE, PARIGI

Non è da tutti vedere le proprie creazioni di calzature d’alta gamma immortalate dall’obiettivo di Helmut Newton in un servizio di sei pagine pubblicato su Vogue.

E’ quanto è successo a Walter Steiger, fashion designer ginevrino e collaboratore di alcune delle case di moda più prestigiose. Scoperto a Londra da Mary Quant, le sue scarpe sono state scelte dal regista Michelangelo Antonioni per il film cult “Blow Up”. Il suo primo negozio ha aperto i battenti nel 1974 nella parigina rue de Tournon e attualmente vanta boutique monomarca in tutto il mondo.

Uno stilista particolarmente attento all’immagine del prodotto, come mostra il nuovo sistema d’illuminazione dello showroom parigino di Avenue Matignon,  una tra le più belle e importanti vie di Parigi, nota per le numerose gallerie d’arte, gli eleganti caffè e le boutique di lusso.

Il progetto, datato 2015, nasce in occasione della Paris Fashion Week, un evento di risonanza internazionale e che fa testo in fatto di moda.

Un intervento che doveva soddisfare precise esigenze del committente: un corpo illuminante con tecnologia a LED, dalle performance eccellenti, installabile in fila continua, caratterizzato da un elevato comfort visivo, così da creare un’atmosfera accogliente, elegante e discreta. Un sistema luce privo di qualsiasi invadente impatto visivo, che lasciasse il ruolo da protagonista al prodotto esposto, evidenziandone la preziosità dei materiali, la cura dei dettagli costruttivi e l’eleganza del design.

Il progetto illuminotecnico

Una serie di richieste pienamente esaudite da Albatros, uno dei modelli della collezione i-Lèd di Linea Light Group, caratterizzato dalla innovativa OptiLight Technology™ che consente di ottimizzare il flusso luminoso garantendo un comfort visivo assoluto.

Si tratta di una lampada a sospensione, con corpo centrale in alluminio estruso verniciato bianco o grigio e coppia di diffusori in PMMA trasparente posizionati ai lati del prodotto. È illuminata in modo uniforme da una serie di circuiti topLED disposti parallelamente sulla struttura centrale.

L’uniformità e l’elevata resa luminosa sulla superficie del diffusore sono garantite da particolari micro incisioni a laser che permettono la distribuzione omogenea del flusso luminoso verso il pavimento ed il soffitto, riducendo drasticamente l’abbagliamento. Inoltre, quando spento, l’apparecchio risulta perfettamente trasparente.

Una soluzione tecnologicamente evoluta ed esteticamente all’altezza del prodotto luxury.

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Un’ennesima conferma della qualità che caratterizza le soluzioni illuminotecniche di Linea Light Group giunge da Essen, Germania, dove l’azienda trevigiana è stata insignita del Red Dot Award 2016 – categoria Product Design per 2nights, raffinata applique pensata per accompagnare, con un fascio di luce soffusa, la lettura o il relax prima di immergersi nel sonno notturno.

 Fondato nel 1955 dal prof. Peter Zec, che ne è tutt’oggi presidente, il Red Dot Award è unanimemente ritenuto uno dei più importanti premi mondiali in fatto di design dedicato a progettisti e produttori.   Giunto quest’anno alla sua 61ma edizione, ha visto in lizza circa 5.200 prodotti presentati da partecipanti provenienti da 57 Paesi. Un ampio ventaglio di proposte – ben 31 le categorie di prodotto della sezione Product Design – su cui ha lavorato una giuria indipendente composta da designer, accademici, progettisti e giornalisti, adottando rigorosi e selettivi criteri nell’assegnazione dei riconoscimenti.

Design d’autore firmato Oppizzi

Nella progettazione delle soluzioni illuminotecniche Linea Light Group si avvale da sempre di prestigiose firme del lighting design. È questo il caso di 2nights, prodotto dalla creatività di Davide Oppizzi, nato in Svizzera nel 1971 e fondatore, nel 2001 a Ginevra, dell’agenzia DCUBE Design Espaces Lumiere SA. Una matita versatile che, grazie alla sua conoscenza multidisciplinare, riveste un ruolo da protagonista sulla scena internazionale, lavorando per prestigiose griffe del lusso quali Chanel, Louis Vuitton e Graff. Un design caratterizzato da raffinatezza e seduzione, che nasce da una visione tipica dell’artigiano, estranea a qualsiasi format seriale ma concentrata sull’aspetto esclusivo e intimo dell’oggetto.

Concept progettuale

Come nasce l’idea di 2nights? “Non dalla forma, ma dalla funzionalità dell’oggetto – rivela Oppizzi -. Nei miei numerosi viaggi, difficilmente ho trovato un prodotto poliedrico e versatile, in grado di illuminare un libro mentre lo si legge stesi a letto e di creare una atmosfera rilassante nella stanza che ci ospita, coccolandola di una luce soffusa come quella a lume di candela. Ed è proprio da qui che nasce 2nights, un’unica sorgente LED in grado di assolvere alle due funzioni appena citate, oltre alla possibilità di offrire, tramite appositi filtri, particolari effetti grafico-cromatici sulla parete, in un divertente gioco di metamorfosi. Altro plus: il risparmio energetico derivato dall’utilizzo della tecnologia LED, ulteriore valore aggiunto alle attitudini estetico-espressive e funzionali del prodotto”. Perché Linea Light Group? “Una conferma – dice ancora Oppizzi – della sinergia nata qualche anno fa, basata su un feeling con una azienda versatile e flessibile, in grado di percepire il prodotto in tutte le sue sfaccettature: dal progetto alla produzione”.

Caratteristiche di 2nights

Realizzata interamente in alluminio, l’applique 2nights è un piccolo gioiello luminoso dalle dimensioni contenute. Il circuito powerLED da 4 W, con CRI90 e Step MacAdam 3 per un’ottimale fedeltà di riproduzione dei colori, è integrato in una componente orientabile con emissione di luce bianco-calda, perfetta per la lettura. La stessa componente, in posizione ortogonale, direziona l’emissione verso l’alto tramite un’apertura superiore predisposta per alloggiare un filtro decorativo intercambiabile. Il prodotto è interpretato in varie finiture e combinazioni tra base e supporto mobile: bianco-bianco, nero-nero, bianco-rame e nero-oro. Per una personalizzazione ancora maggiore, è possibile scegliere tra varie versioni di filtri: forato con una particolare tramatura, opaco neutro oppure colorato, grazie ai quali la luce proiettata sulla parete retrostante disegna suggestivi scenari d’effetto sempre diversi.

Il riconoscimento Red Dot Award – Product Design verrà assegnato il prossimo 4 luglio 2016 durante la cerimonia ufficiale ad Essen e 2nights verrà esibito al Red Dot Design Museum, la più grande esposizione al mondo di design contemporaneo. Inoltre il prodotto avrà una doppia pagina totalmente dedicata nel prestigioso Red Dot Design Yearbook 2016/17 e sarà inserito nella presentazione ufficiale online oltre che nell’app Red Dot.

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